Avete scelto le parole chiave che meglio caratterizzano il vostro sito e le avete usate nei testi, nei titoli, nei meta contenuti. Avete persino caricato immagini nominate ad arte e investito su Adwords.

Probabilmente avete combattuto con la concorrenza più agguerrita a colpi di testi chilometrici, domini tattici, keywords ripetute fino al limite consentito, o peggio…

Mentre il motore di ricerca di Google si fa sempre più sofisticato e svela cosa gli piace e cosa no in un’escalation di linee guida sempre nuove, gli esperti di SEO si affannano a modificare i siti dei propri clienti per restare sempre primi su Google. Grazie a questa continua trasformazione il web sta diventando sempre più ricco di informazioni e servizi. Ma negli anni i siti ingannevoli e inaffidabili si sono moltiplicati, proprio a causa delle tecniche SEO e della corsa al primato su Google.

Ma ormai le cose sono cambiate e le posizioni su Google vanno cercate diversamente.

Siamo giunti al momento in cui Google cerca di porre rimedio all’invasione di siti doppioni, brutti, inaffidabili. Infatti, nelle sue Search Quality Rating Guidelines pubblicate il 19 novembre 2015, ci fa sapere che le tecniche SEO non bastano più per restare a galla. Il web deve essere più credibile e affidabile, o almeno questo è l’obiettivo.

Il sistema di interpretazione delle parole chiave premierà le pagine in grado di rispondere alle domande dell’utente e penalizzeranno i contenuti che non hanno una diretta corrispondenza con la parola chiave cercata.

Google, attraverso i suoi collaboratori (quality rater), sta cominciando a selezionare le pagine YMYL (“Your Money or Your Life”, ovvero “O la borsa o la vita”), quelle che possono influire in maniera significativa sulla vita delle persone.

Per esempio siti con:

  1. consigli medici
  2. consigli in fatto di legge
  3. consigli finanziari
  4. e-commerce

dovranno avere standard molto alti. 

Ma quali sono i nuovi standard che aiutano a salire sui motori di ricerca?

  1. Expertise (competenza) Quanto sono competenti i collaboratori che scrivono sul vostro sito? Firmano i loro articoli? Hanno delle qualifiche che possono dimostrare? Le avete collegate al sito?
  2. Authoritativeness (autorevolezza) Se poi riuscite ad accaparrarvi “firme” autorevoli siete a cavallo!
  3. Trustworthiness (affidabilità) Qui entrano in gioco i quality rater, che valuteranno il vostro sito decidendo in base alla loro esperienza. Cercheranno nel web chi siete, chi sono i vostri autori, che reputazione avete!

Ovviamente essere competenti e affidabili attira la stima del vostro pubblico, quindi vi consigliamo di affidare i vostri contenuti a professionisti del settore, capaci di conferire alle vostre pagine una certa autorevolezza, ai vostri contenuti l’attendibilità che permette recensioni e condivisioni, quindi popolarità.

Anche il design della pagina è importante: il contenuto principale dovrebbe essere subito visibile e non ingombrato da enormi slider o, peggio, banner pubblicitari.

Inoltre le pagine “Chi siamo” e “Contatti” acquisteranno maggiore importanza e altri punti in più si avranno con i dati societari e l’indirizzo e-mail ben in vista.

Errori da evitare assolutamente

  1. Pubblicare contenuti copiati, scritti male, inutili o troppo brevi.
  2. Far scrivere i vostri articoli a persone non competenti.
  3. Usare banner fastidiosi o video in autoplay o pubblicità che si confondono con i contenuti principali.
  4. Esagerare con i link che rimandano a siti esterni.
  5. Usare reindirizzamenti ingannevoli.
  6. Esagerare con la ripetizione delle parole chiave.
  7. Non aggiornare il sito, lasciare contenuti obsoleti.

alain-delon-monica-vitti-responsive8. Non ultimo l’errore di non essere mobile friendly

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Cattive notizie per i siti tradizionali. Google annuncia un taglio ai siti non responsive
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Sono graphic designer, UX designer, web designer... ma anche content editor e social manager. Anche con la SEO non me la cavo male... insomma una onebandwoman 😀