Da L’Espresso del 26 settembre 2014

“[…] se un musicista all’opera suona un capolavoro di Wagner che dura quattro-cinque ore, si guadagna il suo stipendio. Ma se fa un concerto in forma non scenica di quello stesso capolavoro, con un programma selezionato che dura un’ora, può render conto alla cassa di un cento per cento in più di paga, la cosiddetta indennità sinfonica.

Sempre per gli strumentisti ci sono le “indennità frac”, quelle umidità se lo spettacolo è all’aperto, quelle video se il concerto è ripreso dalle telecamere. E i coristi non sono da meno: all’opera “vestire la giubba”, ovvero l’abito richiesto dalla scena, rientra nello stipendio fisso. Ma se canta “Va’ pensiero sull’ali dorate” dal “Nabucco” in forma di concerto, quindi in frac o in abito da sera, le ali sono ancor più dorate, guadagnando, sempre secondo accordi sindacali, il doppio della tariffa normale. Sempre i coristi, se il regista chiede loro di muovere la testa al ritmo della musica, secondo disposizione regolamentata acchiappano pure l’indennità della prestazione specifica.

Possono godere poi di indennità lingua, quando gli tocca cantare Wagner in tedesco o l’“Oneghin” in russo. E l’indennità arma, se nella “Tetralogia” devono roteare lance e spade o, in quanto bellicosi galli in “Norma”, sfidare Roma impugnando asce e picche. I ballerini dal canto loro possono ottenere una gratifica perché il palcoscenico è stato leggermente inclinato dallo scenografo, come avviene quando nel “Ring” il Walhalla s’innalza sul trepido mondo dei nibelunghi.”

… e noi grafici? Che indennità potremmo chiedere?

 

 

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